16 Settembre 2021

Come evitare i danni da calcare con il dosatore polifosfati per caldaia

Caleffi XP

Il calcare rappresenta un serio problema per gli impianti termici e sanitari perché contribuisce alla loro usura e porta ad un notevole spreco energetico. Il calcare, infatti, riduce in maniera significativa lo scambio termico e causa rotture e malfunzionamenti.

Il dosatore di polifosfati di cui parleremo in questo articolo, rappresenta una soluzione estremamente efficace perché:

  • limita la formazione di calcare nell’impianto sanitario e nei dispositivi collegati;
  • contribuisce a mantenere nel tempo le originali prestazioni di scambio termico nel generatore e nello scambiatore per la produzione di acqua calda sanitaria;
  • contrasta le corrosioni e risana progressivamente gli impianti già in parte incrostati.

A seguire, vedremo nel dettaglio a cosa serve il dosatore di polifosfati, come funziona, come si installa e altri aspetti da non trascurare.

In questo articolo parleremo di:

A cosa serve il dosatore di polifosfati

Per capire a cosa serve il dosatore di polifosfati e come funziona occorre analizzare il problema per cui è stato progettato: il calcare.

Il calcare è una roccia sedimentaria costituita essenzialmente da calcite, un minerale formato da carbonato di calcio (CaCO3 ). Ma come arriva nelle nostre case?

Naturalmente con l’acqua, che circola nelle tubazioni dell’impianto idrico e contiene molti materiali diluiti come la calcite, il carbonato di calcio o il magnesio. Il contenuto di questi sali disciolti determina quella che viene definita tecnicamente “durezza” dell’acqua. Maggiore è la presenza di calcio e magnesio, maggiore è la durezza dell’acqua (se ti interessa sapere come misurarla, vai alla scheda del nostro kit di misurazione della durezza).

Un’acqua molto dura (e quindi poco dolce) non rappresenta un problema per la salute dell’uomo, ma può compromettere seriamente il funzionamento del sistema di riscaldamento, dei sanitari e delle tubature nel momento in cui si vengono a formare incrostazioni.

La quantità di deposito e di incrostazioni dipende:

• dalla temperatura dell’acqua;
• dalla durezza dell’acqua;
• dal volume di acqua utilizzata.

A differenza di altri sali, i sali di calcio e magnesio fanno fatica a sciogliersi con l’aumento della temperatura; per questo motivo sono a rischio incrostazioni tutti gli impianti in cui viene riscaldata l’acqua, in particolar modo quelli per la produzione di acqua calda sanitaria.

È in questo scenario che un dispositivo come il dosatore di polifosfati diventa imprescindibile, perché svolge funzione anticalcare e anticorrosiva.

Questo apparecchio contiene polifosfati alimentari di sodio e di potassio. Si tratta di composti inorganici che sono in grado di legarsi agli ioni di calcio e magnesio formando un composto chimico simile al calcare che però, a differenza di quest’ultimo, non riesce ad aderire alle superfici delle tubazioni.

Pensate ad una schermatura, una pellicola protettiva all'interno dei condotti che non permette la formazione di depositi di calcare. E non è tutto qui: il dosatore di polifosfati agisce anche, entro certi limiti, eliminando depositi già esistenti e risanando progressivamente impianti precedentemente incrostati, grazie all’azione graduale di rilascio dei polifosfati.

Il valore dei danni del calcare sulla caldaia

Come si quantificano i danni i del calcare sulla caldaia? Introduciamo il concetto di fouling factor.

Il fouling factor (o fouling resistance) è un coefficiente che tiene conto della perdita di prestazioni di uno scambiatore di calore al progressivo sporcamento dello scambiatore stesso (accumulo di depositi di sporco e particelle sulla superficie dello scambiatore che provoca una resistenza termica aggiuntiva al flusso di calore dallo scambiatore all’acqua).

Il valore dei danni del calcare sulla caldaia

La simulazione degli incrementi di costo annuali si basa su una durata di 10 anni per diversi impianti a radiatori con caldaia nuova a condensazione (impianti rinnovati e nuovi).
Come possiamo evincere dalla tabella, l'aumento dei costi è causato dalla progressiva riduzione dell'efficienza causata dal fouling.

Proteggere la caldaia dai malfunzionamenti con un dosatore di polifosfati si rende dunque necessario, per una maggior efficienza dell’impianto e di conseguenza un risparmio in termini energetici ed economici.

Dosatore di polifosfati e acqua potabile

Dosatore di polifosfati e acqua potabile: come si conciliano?

Questo dispositivo anticalcare, oltre a garantire un trattamento efficace e risolutivo, assicura anche un altro requisito fondamentale dell’impianto di produzione dell’acqua calda sanitaria: la potabilità dell’acqua sanitaria.

I cristalli utilizzati nel dosatore sono polifosfati alimentari per acqua potabile che rispondono ai requisiti di purezza secondo la norma EN 1208:2005.

In tema di potabilità dell’acqua, il dosatore di polifosfati sottocaldaia Caleffi XP può fare davvero la differenza. Infatti il suo innovativo sistema di dosaggio proporzionale a doppio Venturi permette un dosaggio molto accurato, al di sotto del limite massimo di fosforo totale (5 mg/l) ammesso in acqua potabile (in conformità alle normative italiane ed europee). Un dispositivo che garantisce continuità, precisione e controllo anche con minima portata al rubinetto o con un flusso variabile dell’acqua.

Tutto ciò si traduce in acqua perfettamente potabile e una carica che dura molti mesi (se ti stai chiedendo quanto dura una ricarica di polifosfati caldaia, ne parliamo più avanti nell’articolo).

Dosatore polifosfati o addolcitore?

Si tratta di due soluzioni diverse. Come abbiamo anticipato, iI dosatore di polifosfati contiene polifosfati alimentari di sodio e di calcio in cristalli in grado di legarsi agli ioni di calcio e magnesio. Il composto chimico che si forma non riesce ad aderire alle superfici delle tubazioni. Si tratta di un trattamento di solito utilizzato solo per l’acqua calda sanitaria perché a temperature elevate il calcare si cristallizza con maggiore facilità. Il trattamento con polifosfati non modifica la durezza dell’acqua, ne limita solamente gli effetti.

Al contrario l’addolcitore sostituendo gli ioni di calcio con gli ioni di sodio, diminuisce la durezza dell’acqua. In tal modo si riduce la possibilità di precipitazione di carbonati fortemente incrostanti ma non si modifica la salinità totale dell’acqua. L'addolcitore può essere utilizzato su tutta l’acqua sanitaria (acqua calda e fredda) se necessario.

Vuoi scoprire di più sui nostri sistemi per addolcire o demineralizzare l’acqua e per proteggere i circuiti da incrostazioni e corrosioni? Clicca qui.

Dosatore polifosfati caldaia è obbligatorio?

Il dosatore di polifosfati in ingresso alla caldaia, in caso di sostituzione della caldaia o installazione di un impianto nuovo, è obbligatorio.

Il Decreto Ministeriale del 26 Giugno 2015, Allegato 1 al capitolo 2.3.5, ha introdotto l’obbligo di trattamento chimico per ogni tipologia di impianto, si legge infatti:

In relazione alla qualità dell’acqua utilizzata negli impianti termici per la climatizzazione invernale, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, ferma restando l’applicazione della norma tecnica UNI 8065, è sempre obbligatorio un trattamento di condizionamento chimico.

La norma tecnica UNI 8065:2019, al capitolo 7.3.1, specifica che, indipendentemente dal valore di durezza e dalla potenzialità dell’impianto per la produzione di acqua calda sanitaria, sono obbligatori i trattamenti di condizionamento chimico, sia per impianti nuovi sia per impianti esistenti. Oltre i 100 kW di potenza termica al focolare e con durezza totale dell’acqua oltre i 15 °f è obbligatorio un trattamento di addolcimento.

I condizionanti chimici devono inoltre essere dosati per ottenere gli effetti desiderati senza compromettere in alcun modo i requisiti di potabilità.

Se sei  interessato a conoscere gli obblighi di legge circa lavaggio e risanamento degli impianti, guarda il nostro webinar dedicato a questo tema:

 

 

Come funziona il filtro anticalcare?

Abbiamo visto come funziona il filtro anticalcare (il termine è improprio, è più corretto chiamarlo dosatore): grazie all’azione dei polifosfati per contrastare il calcare e la sua formazione.

Ma come funziona meccanicamente?

Il dosatore proporzionale di polifosfati dedicato al circuito di acqua calda sanitaria di Caleffi, Caleffi XP, è composto da un corpo in ottone a cui è collegato il contenitore nel quale vengono posti i sali polifosfati.

Questo dispositivo consente un dosaggio dei polifosfati continuo e controllato, sia con la minima portata al rubinetto sia con un flusso variabile dell’acqua. Solo così viene mantenuto il velo protettivo sulle tubazioni e si contrasta la precipitazione dei sali.

Come funziona il filtro anticalcare

Il sistema di dosaggio proporzionale Caleffi a doppio Venturi ha funzionamento interamente meccanico e non necessita di alimentazione elettrica. Una parte del flusso di acqua in ingresso passa attraverso il primo Venturi e solamente una minima parte attraversa il secondo Venturi. Questo sistema innovativo di dosaggio proporzionale permette un dosaggio di polifosfati molto accurato, al di sotto del valore medio di 5 mg/l  (espresso come P2O5).

Filtro defangatore e dosatore polifosfati: possono essere utilizzati insieme sotto la caldaia?

Il filtro defangatore e il dosatore polifosfati sono parti di impianto differenti progettati per scopi diversi: il primo è dedicato all’acqua tecnica dell’impianto e può essere utilizzato con condizionanti chimici, il secondo tratta l’acqua sanitaria.

Il filtro defangatore magnetico sottocaldaia (come Caleffi XS®) agisce sullo sporco contenuto negli impianti di climatizzazione (come particelle ferrose e impurità presenti nell’acqua) separandolo meccanicamente tramite un filtro a maglia, un magnete in neodimio e una camera di raccolta delle particelle più pesanti. Il dosatore di polifosfati sottocaldaia, come abbiamo visto, agisce invece sugli effetti negativi del calcare nella caldaia e nelle sue tubature dedicate all’acqua sanitaria attraverso l’azione dei polifosfati.

Possono essere utilizzati insieme sotto la caldaia? Sì, il dosatore di polifosfati Caleffi XP può essere installato sottocaldaia affiancato al filtro defangatore magnetico serie 5459, Caleffi XS®.

Vuoi approfondire il tema del filtro defangatore per caldaia e pompa di calore? Ne abbiamo parlato in questo articolo.

Dove va installato il dosatore di polifosfati?

Il dosatore di polifosfati va installato sulla tubazione dell’acqua fredda che alimenta gli impianti da proteggere.

Come funziona il filtro anticalcare

Come installare dosatore polifosfati caldaia

Il dosatore di polifosfati deve essere installato esclusivamente in verticale, e non capovolto, rispettando il senso di flusso indicato dalle frecce sul corpo valvola.

Occorre evitare di installarlo in condizioni di possibile gelo o con esposizione diretta agli agenti atmosferici.

posizione di installazione del dosatore di polifosfati

corretto montaggio del dosatore di polifosfati caldaia

Il dosatore di polifosfati Caleffi XP è dotato di codolo con calotta mobile che permette di collegare il dispositivo direttamente alla caldaia. In alternativa, è possibile collegare il dispositivo utilizzando un raccordo flessibile.

Schema applicativo dosatore polifosfati caldaia

Schema applicativo dosatore polifosfati caldaia

Quanto dura una ricarica di polifosfati caldaia?

La durata di una ricarica di polifosfati caldaia dipende da numerosi fattori tra cui:

  • durezza dell’acqua in ingresso;
  • temperatura dell’acqua in ingresso;
  • pH dell’acqua in ingresso;
  • dimensione del dosatore (maggiore sarà il volume del dosatore maggiore sarà la quantità di sali che può contenere);
  • tipologia di utilizzo dell’acqua (costante, saltuaria, prolungata…).

La durata della ricarica di polifosfati Caleffi (140 grammi) per Caleffi XP è di circa sei mesi. Questo per un consumo medio di una famiglia di 3/4 persone, con dati riferiti ad acqua con durezza media 12 °f, pH 7, temperatura 20 °C ed utilizzo medio di acqua calda sanitaria.

Quando sostituire la ricarica polifosfati sotto caldaia?

Lo stato di carica dei polifosfati è facilmente verificabile tramite le finestrelle trasparenti del contenitore, dalle quali è possibile controllare il livello dei granuli di colore scuro.  

Se la carica è superiore al 60 % del volume totale, i granuli di colore scuro potrebbero non essere visibili, poiché posizionati nella parte superiore.

È necessario effettuare la ricarica quando i granuli di colore scuro risultano depositati nella parte inferiore del contenitore dei sali.

Quando sostituire la ricarica polifosfati sotto caldaia

Come si effettua la ricarica polifosfati sotto caldaia?

Procedere con la ricarica polifosfati sotto caldaia è semplice, basta:

  1. svuotare il contenitore dai sali rimasti e lavarlo sotto acqua corrente;
  2. estrarre il filtro e sostituirlo con quello nuovo presente nella confezione della ricarica dei sali;
  3. inserire i cristalli di polifosfati all’interno del contenitore e riempire completamente con acqua;
  4. inserire il coperchio e il contenitore dei sali nel porta-contenitore;
  5. appoggiare il contenitore dei sali al corpo valvola facendo attenzione a inserirlo rispettando la posizione degli incavi;
  6. avvitare a mano il porta-contenitore dei sali sul corpo valvola ed aprire la valvola di intercettazione;
  7. sfogare l'aria contenuta nel contenitore sali attraverso il tappo di spurgo

come si ricarica il filtro polifosfati sotto caldaia

La manutenzione del dosatore polifosfati è facile?

Effettuare le operazioni di manutenzione sul dosatore polifosfati è semplice; l’importante è ricordarsi di procedere con l’operazione dopo aver chiuso la valvola di intercettazione e scaricato la pressione attraverso il tappo di spurgo.

manutenzione del dosatore polifosfati caldaia

Per la pulizia del dosatore di polifosfati basterà utilizzare un panno inumidito semplicemente con acqua, evitando alcool, detergenti o prodotti chimici.

Se il dispositivo non entra in azione per più di una settimana, è bene procedere con un flussaggio di acqua calda sanitaria. Se il periodo di inutilizzo è superiore a sei mesi è necessario sostituire i sali all’interno del dispositivo e lavare accuratamente il contenitore.

I vantaggi del dosatore di polifosfati caldaia

Come abbiamo visto in questo articolo, integrare un dosatore di polifosfati anticalcare nel proprio impianto idrico consente di proteggere la caldaia dai malfunzionamenti, garantire una maggior efficienza dell’impianto e di conseguenza un risparmio in termini energetici ed economici.

Puntando su un’alta qualità ed efficacia dei dispositivi per il trattamento dell’acqua e la separazione delle impurità riusciamo a garantirci un impianto idrico sano, efficiente e durevole.

 

Scopri la sezione dedicata ai dispositivi Caleffi per la separazione impurità, sfogo aria e trattamento acqua

Ultima modifica: 
24 Settembre 2021
NormativaTrattamento acquaVideo
Condividi: