16 Dicembre 2019

Problemi e soluzioni contro le impurità negli impianti di climatizzazione: UNI 8065:2019

Nel luglio 2019 è stata pubblicata la nuova norma UNI 8065:2019 "Trattamento dell'acqua negli impianti di climatizzazione invernale ed estiva per la produzione di acqua calda sanitaria e negli impianti termici" che sostituisce la precedente norma UNI 8065:1989.

La nuova versione ha come oggetto la definizione delle caratteristiche chimiche e chimico-fisiche dell'acqua negli impianti di climatizzazione e ha l'obbiettivo di essere più specifica in merito alle nuove tecnologie, impiantistiche più sofisticate concepite per contenere i consumi energetici e l'impatto ambientale dei sistemi di climatizzazione.

Abbaimo dedicato tre focus ad altrettanti approfodimenti:

Prevedere un sistema di filtrazione dell’acqua utilizzata per il caricamento del sistema è sicuramente uno step fondamentale per prevenire malfunzionamenti, ma non sufficiente ad eliminare tutte le particelle che possono danneggiare gli organi di regolazione, le pompe di circolazione o gli stessi generatori. Le impurità rappresentano una delle principali cause di malfunzionamento degli impianti di riscaldamento e climatizzazione degli edifici civili ed industriali.

Sporco negli impianti: è sempre stato pericoloso per un impianto di climatizzazione?

Innanzi tutto non commettiamo l’errore di pensare che in passato le impurità non fossero presenti all’interno degli impianti di climatizzazione. Semplicemente questi sistemi erano meno sensibili a questa particolare problematica. Con l’avvento delle nuove tecnologie, atte a garantire migliori performance e ridurre i costi di utilizzo, i componenti presenti all’interno degli impianti termici sono diventati sicuramente molto più performanti, ma altrettanto sensibili alla presenza di sporco all’interno dell’acqua che vi circola attraverso.

Basti pensare, ad esempio alle caldaie, o meglio ai loro scambiatori. Se in passato i passaggi erano ampi e non offrivano particolare resistenza alla circolazione, i nuovi generatori a condensazione sono dotati di scambiatori con interassi veramente ridotti, capaci di portare i rendimenti ben oltre il 100%, ma estremamente sensibili all’intasamento.

Le stesse valvole di regolazione, sempre più utilizzate per migliorare la distribuzione del fluido vettore e garantire, oltre al comfort termico in ogni parte delle strutture, il corretto salto termico per il funzionamento delle caldaie a condensazione, possono perdere la loro capacità di gestione del fluido o, peggio ancora, bloccarsi, riducendo la portata al terminale controllato (per un approfondimento sulle valvole di regolazione, consigliamo il download di Idraulica 56).

Oggi, i passaggi utilizzati sono invece ridotti al minimo per diverse ragioni:

  1. avere una buona capacità di controllo
  2. avere una buona capacità di regolazione
  3. garantire maggiore autorità
  4. garantire elevate capacità di lavoro

Non risulta quindi difficile capire come anche le particelle più piccole siano in grado di inficiare il funzionamento di questi organi di regolazione. Ultime, ma non ultime, ci sono le pompe di circolazione. La loro sezione non è particolarmente cambiata, ma è stato modificato il loro principio di funzionamento. Per ridurre i consumi di energia elettrica, si è passati all’utilizzo di un sistema a magneti permanenti. Se questa nuova tecnologia ha diminuito gli assorbimenti di corrente, ha fatto diventare questi componenti dei poli di attrazione di tutte le impurità di natura ferrosa.

I problemi che derivano dai depositi negli impianti di climatizzazione

I depositi di impurità sono in grado di ridurre drasticamente la capacità dei nostri impianti di climatizzazione di garantire il comfort termico. Le ostruzioni che si possono creare limitano la portata di fluido vettore ad alcune zone dell’impianto, rendendole fredde. La riduzione di portata di alcune aree, favorisce l’afflusso del fluido vettore nel resto del sistema di climatizzazione. Questo fenomeno potrebbe apparire come un beneficio per le zone non soggette ad incrostazione, ma in realtà porta ad una sensibile riduzione del salto termico, come accade in un impianto non correttamente bilanciato, andando così ad abbattere la capacità del generatore di arrivare alla condensazione e, di conseguenza, alla diminuzione del suo rendimento.

Come lo sporco influenza il funzionamento delle pompe di circolazione?

Tubazioni rovinate dallo sporco contenuto nell'acquaOvviamente anche il funzionamento delle pompe è influenzato dai depositi. Le ostruzioni dei passaggi comportano infatti un importante incremento delle perdite di carico dell’impianto, ciò significa che, per garantire la portata di progetto, i circolatori devono incrementare notevolmente il loro operato, andando così ad assorbire molta più corrente elettrica del necessario. Oltre a queste gravi problematiche, non dobbiamo neppure sottovalutare i depositi all’interno degli stessi corpi scaldanti, essi riducono infatti la superficie di scambio con l’ambiente e di conseguenza rendendo sottodimensionato il terminale.

Come si può salvaguardare l’impianto di climatizzazione dalla presenza di impurità?

La Norma UNI8065:2019 suggerisce di utilizzare, a protezione dei componenti più sensibili degli impianti, dei sistemi di separazione delle impurità, capaci di trattenere le particelle presenti, rimuovendole dal fluido vettore (consigliamo la visione di questi tre video che aiutano a meglio comprendere gli aggiornamenti della norma). Nella categoria dei dispositivi per la separazione delle impurità rientrano differenti tipi di valvole:

  1. Defangatori per decantazione
  2. Defangatori a masse filtranti
  3. Filtri a rete

Ma quando e quali usare? Scoprite il focus tecnico dedicato!

 

Guarda il video su come funziona un defangatore

 

 

NormativaTrattamento acqua
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