Il circuito di ricircolo negli impianti sanitari

Il circuito di ricircolo negli impianti sanitari: approcci di gestione, consumi e costi - le risposte al webinar

NAVIGAZIONE INTERNA

Il webinar si è concentrato sul circuito di ricircolo nelle reti idriche sanitarie, evidenziando la sua importanza negli impianti per garantire il corretto funzionamento dei dispositivi sanitari. Il circuito di ricircolo offre diversi vantaggi, come il miglioramento del comfort degli utenti (riducendo i tempi di attesa per l'acqua calda), il risparmio idrico (evitando lo spreco di acqua fredda) e la prevenzione dei rischi igienico-sanitari associati alla stagnazione e alla proliferazione del batterio Legionella nell’acqua. Inoltre, permette trattamenti di disinfezione della rete idrica e assicura una portata minima costante ai miscelatori.

Sono stati esaminati anche i parametri critici per il calcolo della rete di ricircolo, come la dispersione termica delle tubazioni e il salto termico, con un esempio pratico di calcolo applicato a un edificio. Infine, è stata presentata una soluzione per la contabilizzazione dell'acqua calda sanitaria in presenza di rete di ricircolo interna all’unità immobiliare, attraverso l'uso di contatori volumetrici.

L'importanza e la gestione del circuito di ricircolo nelle reti idriche sanitarie

Nel webinar abbiamo affrontato il tema cruciale del circuito di ricircolo nelle reti idriche sanitarie, esaminando l'importanza negli impianti di dimensioni significative, dove serve per assicurare un corretto funzionamento di tutti i dispositivi sanitari.

Il circuito di ricircolo riveste diversi ruoli chiave. Innanzitutto, migliora il comfort degli utenti, riducendo notevolmente il tempo di attesa per l'acqua calda. Questo aspetto è fondamentale per garantire il rispetto delle normative igienico-sanitarie, che impongono tempi di attesa massimi per l'acqua calda. Inoltre, il ricircolo contribuisce al risparmio idrico, evitando lo spreco di acqua fredda durante l'attesa, e alla prevenzione di potenziali rischi igienico-sanitari associati alla stagnazione dell'acqua e alla proliferazione del batterio della Legionella.

Dal punto di vista tecnico ed energetico, il circuito di ricircolo consente anche trattamenti di disinfezione dell'intera rete idrica, contribuendo così alla sicurezza igienico-sanitaria complessiva. Assicura anche una portata minima costante ai miscelatori, ottimizzandone le prestazioni.

Per quanto riguarda la progettazione dei circuiti di ricircolo, è essenziale considerare vari fattori, come la lunghezza totale della rete e la differenza di temperatura tra i punti dell’impianto. È inoltre importante bilanciare attentamente la rete di ricircolo in base alle esigenze specifiche di ogni utenza.

In ultima analisi, la progettazione dei circuiti di ricircolo dovrebbe mirare a un equilibrio ottimale tra efficienza energetica, igiene, comfort degli utenti e sostenibilità economica complessiva.

 

Il requisito di  30 secondi è obbligatorio anche per gli impianti a servizio di una singola abitazione con caldaia murale? 

In una abitazione singola, dove vi è produzione istantanea di ACS con impianti autonomi, il ricircolo non è obbligatorio. Occorre comunque valutare la progettazione di una rete di ricircolo sulla base dell’estensione della rete, della presenza di accumuli e delle necessità degli utenti. 

Per la prevenzione contro la Legionella è meglio intervenire con la disinfezione termica o chimica? 

Secondo le Linee guida si possono attuare entrambi i metodi, sarà cura del progettista identificare il metodo più adatto per il tipo di edificio e di utilizzo.

Da chi viene definita la gestione del ricircolo in strutture a rischio? 

La gestione del ricircolo deve essere presa in carico da chi si occupa dell'analisi del rischio di quell'edificio. In particolare, secondo il nuovo decreto (18/2023) attuazione della Direttiva Europea Drinking Water Directive, si devono considerare due tipologie di strutture: strutture prioritarie e strutture non prioritarie. Nelle strutture prioritarie, come ad esempio gli ospedali dove sono presenti soggetti più a rischio, bisogna nominare un Gidi (gestore idrico della distribuzione interna) e deve essere predisposto un piano di sicurezza. Per le strutture non prioritarie, come per esempio un condominio, il responsabile solitamente è l'amministratore oppure, se si tratta di una villetta, lo stesso proprietario diventa responsabile di quello che succede all'interno del suo impianto.

Quali sono le controindicazioni all'impiego di cavi scaldanti autoregolanti per il mantenimento in temperatura delle tubazioni di acqua calda come alternativa al ricircolo? 

Le controindicazioni sono: costi molto elevati, impossibilità di effettuare la disinfezione termica e, non ultimo, rischi legati alla stagnazione dell’acqua. 

Perché c’è la necessità di installare un ricircolo di acqua fredda? Non è possibile solo coibentare le tubazioni? 

In zone particolarmente calde, l'acqua fredda proveniente dalla rete può arrivare già a una temperatura relativamente elevata, circa 20° C, ed essendo poi ferma all'interno dell'impianto questa temperatura tende a salire. Oltre all’isolamento delle tubazioni, è possibile effettuare dei flussaggi periodici per generare ricambi di acqua, oppure realizzare un circuito di ricircolo in cui l’acqua viene mantenuta a bassa temperatura tramite un chiller. 

 

Il calcolo della rete di ricircolo: parametri e gestione

Abbiamo esaminato il calcolo della rete di ricircolo, focalizzandoci sui parametri critici da considerare. Questi includono la dispersione termica delle tubazioni, il salto termico, la velocità desiderata, le perdite di carico e il tempo di erogazione dell'acqua calda sanitaria. La dispersione termica determina la portata necessaria per la rete di ricircolo, con la norma UNI 9182 che fornisce linee guida specifiche. Inoltre, abbiamo evidenziato l'importanza di scegliere il giusto salto termico, discutendo delle diverse metodologie di calcolo e delle implicazioni pratiche sul dimensionamento della rete.

Successivamente, abbiamo illustrato un esempio di calcolo applicato a un edificio con sei colonne montanti, mettendo in evidenza come determinare la portata necessaria per garantire un'efficace distribuzione della rete di ricircolo. Questo calcolo tiene conto non solo della dispersione termica e del salto termico, ma anche della lunghezza complessiva delle tubazioni e delle esigenze specifiche dell'edificio.

Dopo aver esaminato i parametri tecnici, ci siamo concentrati sulla gestione pratica del ricircolo. Abbiamo analizzato due approcci comuni: la gestione senza regolazione, che mantiene attiva la rete di ricircolo 24 ore su 24, e la gestione temporizzata, che prevede lo spegnimento della pompa della rete di ricircolo e offre risparmi energetici ed economici.

Infine, abbiamo affrontato il tema della contabilizzazione dell'acqua calda sanitaria in presenza di rete di ricircolo all’interno dell’unità immobiliare. Abbiamo presentato una soluzione basata sull'utilizzo di contatori volumetrici , che consentono una suddivisione equa dei costi in base all'effettivo utilizzo dell'acqua calda sanitaria da parte di ciascuna unità immobiliare.

 

Come bisogna gestire il ricircolo e i cicli di disinfezione in una struttura alberghiera dove c'è la possibilità di richiesta di ACS anche nelle ore notturne? 

In strutture alberghiere con richiesta di ACS notturna è opportuno mantenere la rete di ricircolo sempre attiva. Ciò comporterà una spesa maggiore, ma l’obiettivo in questo caso è quello di garantire un comfort elevato. In strutture dove l’uso di ACS notturno è limitato, si cercherà di trovare il miglior compromesso tra le spese di gestione del ricircolo e il comfort. In ogni caso, i cicli di disinfezione dovranno essere effettuati nei periodi con minore probabilità di prelievo, solitamente durante le ore notturne. Al fine di garantire sicurezza antiscottatura durante i cicli di disinfezione, si consiglia l’installazione di miscelatori termostatici al punto di utilizzo o altri dispositivi idonei.

In presenza di un impianto solare termico per ACS, in una villetta singola, è sempre richiesta la disinfezione termica antilegionella? 

Non c'è l'obbligo, ma è sicuramente fortemente consigliata. Quando c'è poco sole le temperature potrebbero essere proprio quelle di massima proliferazione batterica.

A cosa corrisponde la lunghezza delle tubazioni utilizzata nell’esempio di calcolo? 

La lunghezza delle tubazioni da utilizzare per il calcolo dipende dal salto termico che si vuole prendere in considerazione. Se viene assunto il salto termico tra il punto di produzione e il punto più sfavorito (secondo UNI 9182 pari a 2°C), vanno prese in considerazione solo le lunghezze di adduzione di tutte le tubazioni di distribuzione. Se invece si prende in considerazione il salto termico tra il punto di produzione e il punto di ritorno in centrale del ricircolo (4-5°C), si vanno a prendere in considerazione anche le lunghezze delle tubazioni della rete di ricircolo.

La disinfezione termica può provocare rotture dell'impianto a causa delle alte temperature? 

In impianti molto datati, temperature eccessive potrebbero danneggiare le tubazioni. Per questa ragione i dispositivi di disinfezione termica più evoluti consentono di limitare la temperatura di disinfezione sotto la soglia di rischio. Tanto più bassa si mantiene la temperatura di disinfezione e tanto più si allungheranno i tempi.

La soluzione con contabilizzazione ACS (ricircolo interno) necessita di un autoflow o è possibile anche utilizzare bilanciamento termostatico? La pompa di ricircolo deve essere a velocità fissa o variabile? 

La soluzione è quella di installare un autoflow perché questo funziona come limitatore di portata, essendoci un dispositivo di acquisizione dati che va a contabilizzare sulla base di un limite di portata. Altri dispositivi di bilanciamento non sarebbero in grado di limitare costantemente la portata entro i valori stabiliti. La pompa dovrà essere impostata per garantire sempre la pressione differenziale minima richiesta dagli autoflow.

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