08 Giugno 2020

La centrale termica - Domande e risposte (parte 3)

Risposte alle domande Webinar Caleffi

Durante il webinar "Componenti INAIL (Ex ISPESL)" abbiamo raccolto tutte le domande (tantissime!) che ci sono state poste e le abbiamo organizzate per tematiche. Qui sotto potete trovare il video registrato:

 

 


FUNZIONAMENTO / INSTALLAZIONE

Tutti i componenti necessari al corretto funzionamento della centrale termica devono essere predisposti nel rispetto delle richieste normative.

  • Nel caso in cui la temperatura massima di esercizio del generatore sia inferiore alla temperatura di intervento della valvola di intercettazione del combustibile (98°C), in un impianto a vaso chiuso non viene installata la VIC ma è sostituita da una valvola di scarico termico? 

La Raccolta R edizione 2009, al punto R.3.B relativo agli impianti a vaso chiuso, indica come dispositivi obbligatori:

  • valvola di sicurezza;
  • valvola di intercettazione del combustibile oppure valvola di scarico termico;
  • vaso di espansione chiuso;
  • termostato di regolazione;
  • termostato di blocco;
  • pressostato di blocco;
  • termometro, con pozzetto per termometro di controllo;
  • manometro, con rubinetto a flangia per manometro di controllo;
  • dispositivo di protezione pressione minima.

Risulta dunque evidente che la valvola di scarico termico può essere applicata in sostituzione alla valvola di intercettazione combustibile. Nella scelta è dunque importante tenere conto della temperatura massima d’esercizio del generatore che deve essere superiore al valore di taratura della valvola di intercettazione combustibile o della valvola di scarico termico, tenendo conto anche delle loro eventuali tolleranze. Una volta fatta tale considerazione è indifferente l’utilizzo dell’uno o dell’altro componente, a meno altre valutazioni riguardanti lo scarico di fluido vettore, che rende preferibile l’utilizzo della VIC.

  • Ho ricevuto una contestazione per una valvola di intercettazione combustibile tarata a 95°C per un generatore in cui la temperatura massima è di 110°C, il tecnico ha richiesto l’installazione di un componente con questa taratura, ma non credo esistano. Come si può procedere in tale occasione?

Le valvole di intercettazione combustibile hanno varie temperature di taratura. Caleffi, ad esempio, propone tarature a 98°C oppure a 110°C per quanto riguarda i dispositivi omologati INAIL. Per la scelta corretta della taratura si deve dunque fare riferimento al valore più basso tra le temperature massime d’esercizio dei vari componenti presenti all’interno dell’impianto.

  • I componenti INAIL, per generatori con potenza inferiore ai 35kW senza barriera idraulica, vanno installati per ogni caldaia?  

Il collocamento dei dispositivi INAIL va in queste situazioni va valutato per singolo caso di installazione, esistono purtroppo varie sfaccettature legate a questo collegamento. Il consiglio, onde fugare ogni dubbio, rimane quello di utilizzare la barriera idraulica a separazione dei generatori. In alternativa si possono valutare gli schemi presenti all’interno della Raccolta R o dei vari chiarimenti per conoscere l’esatto posizionamento dei dispositivi richiesti.

  • Nel caso di due o più generatori di potenza inferiore ai 35kW installati in cascata senza barriera idraulica, quanti dispositivi INAIL richiedono? 

Nel caso di generatori, di potenza al singolo focolare inferiore ai 35kW, collegati in cascata è sufficiente prevedere un solo collettore portastrumenti INAIL posizionato a valle del collegamento dei generatori stessi. In questa configurazione occorre prevedere tutti i componenti necessari per la tipologia di generatore installato. In una configurazione tipo quella mostrata nello schema, è possibile installare una sola valvola di intercettazione combustibile che intervenga a monte dello sdoppiamento della linea di adduzione.

  • Nel caso di due generatori inferiori a 35kW e non idraulicamente separati, la distanza di 1m dei componenti INAIL da dove viene conteggiata? 

Questa tipologia di installazione richiama la disposizione in cascata dei componenti, per tale motivo è possibile installare i componenti necessari, o il collettore portastrumenti, all’uscita del collettore di collegamento dei generatori o dall’uscita dell’ultimo generatore installato.

  • Quanti kit dispositivi ISPESL occorrono per generatori modulari con più moduli termici? 

Nel caso di generatori modulari si devono applicare le disposizioni del fabbricante del generatore modulare stesso e le indicazioni riportate nel capitolo R.3.F della Raccolta R ed.2009.

  • Esistono casi in cui è comunque raccomandabile l'impiego dei dispositivi INAIL anche per generatori <35kW?   

La Raccolta R impone l’installazione dei dispositivi di sicurezza, protezione e controllo per gli impianti con potenza del generatore superiore ai 35kW. Tuttavia è bene ricordare che anche gli impianti con potenza inferiore hanno caratteristiche di temperature e pressione del fluido vettore molto simili, pertanto si può pensare di sfruttare le indicazioni della Raccolta R per la sicurezza di questi altri sistemi di potenza inferiore, ovviamente senza la necessità di una denuncia dell’impianto e con dispositivi simili, anche se non omologati INAIL.

  • I pozzetti di verifica devono essere verticali o sub orizzontali, perché si trovano orizzontali?   

La Raccolta R specifica: “Per ogni generatore deve essere altresì previsto un pozzetto, con l’asse verticale o inclinato, del diametro interno minimo di 10 mm, per l’applicazione del termometro di controllo della temperatura dell’acqua all’uscita di ciascun generatore di calore”. Nel caso si scelga di realizzare in loco il collegamento del pozzetto di temperatura, è compito dell’installatore prevederne il corretto posizionamento con l’asse verticale. Per quanto riguarda i collettori portastrumenti, i pozzetti di controllo vengono normalmente realizzati in posizione inclinata per rendere possibile l’installazione dello stesso collettore sia su tubazioni verticali che su tubazioni orizzontali. Ad esempio, per quanto riguarda i collettori portastrumenti serie 335 di Caleffi esistono delle specifiche indicazioni di installazione in base alla disposizione della tubazione su cui si sta operando.

  • I dispositivi di protezione sono collegati elettricamente in serie o in parallelo?   

I dispositivi di sicurezza sono, per richiesta della Raccolta R, interamente meccanici, senza collegamenti elettrici, ad esclusione della valvola di scarico termico che è dotata di interruttore per arrestare il generatore in caso di intervento. I dispositivi di protezione invece devono intervenire sul generatore in caso di malfunzionamento andando a spegnerlo. Il collegamento elettrico, salvo diversa indicazione del costruttore del generatore, deve essere fatto in serie, in modo tale che qualsiasi dispositivo intervenga sia capace di aprire il circuito di alimentazione, spegnendo il generatore. Un collegamento elettrico in parallelo starebbe a significare che per ottenere lo spegnimento del generatore dovrebbe verificarsi l’intervento di tutti i dispositivi di protezione contemporaneamente, quindi non sarebbe corretto.

Non esistono indicazioni sul posizionamento della valvola di intercettazione del combustibile, pertanto potrebbe essere installata anche a monte della rampa gas, in linea teorica. Tuttavia occorre tenere in considerazione che si tratta di una valvola autoazionata da un sensore di temperatura posto sulla tubazione di mandata, il collegamento tra le due parti è dato da un capillare con lunghezza di 5 o 10 metri, pertanto questo diventa il vincolo per la corretta installazione.

  • Negli impianti a combustibile solido è obbligatorio installare i dispositivi di segnalazione ottica ed acustica? 

La Raccolta R ed. 2009 prevede l’utilizzo di segnali di allarme per segnalare a remoto eventuali interventi in caso di malfunzionamento. Per gli impianti a combustibile solido sono sempre indicati come obbligatori i segnali di allarme acustico ed ottico (quest’ultimo solo per sistemi a vaso chiuso).

  • Quando si utilizza reintegro totale e quando parziale? 

I termini si riferiscono al dimensionamento della valvola di scarico termico. Tale dimensionamento deve tener conto della possibilità di rispettare le disposizioni di cui al punto 3.7.1 nel caso di reintegro totale dalla rete idrica, oppure quelle di cui al punto 3.7.2 nel caso di reintegro parziale, assimilabile al mancato reintegro.

Nella definizione di reintegro totale si legge: “Il reintegro totale deve essere attuato a mezzo di una rete idrica avente normalmente una pressione minima atta ad immettere nell’impianto la portata scaricata dalla valvola di scarico termico. Il reintegro totale può essere attuato ad un battente di equilibrio inferiore a quello di normale esercizio dell’impianto purché di almeno 2 metri rispetto alla sommità della caldaia.” Il tipo di dimensionamento determina anche il numero di valvole necessario per un generatore di una data potenza. Il numero di valvole ha a sua volta dei riflessi su aspetti quali il rispetto della distanza massima del sensore della valvola più lontana dal generatore. 

  • Nel caso di più generatori con potenza al focolare >35kW e con pressioni massime di esercizio diverse, ma collegati allo stesso circuito senza barriera idraulica, in base a quale pressione devono essere dimensionate le valvole di sicurezza

Il caso citato prevede l’installazione dei componenti INAIL per ogni generatore, come da schema qui presente. In tale situazione occorre prevedere di conseguenza una valvola di sicurezza per ogni generatore con la relativa pressione di taratura idonea. Presupponendo che la pressione di impianto sia la medesima, non essendoci separazione idraulica, va prevista una taratura atta a proteggere il componente con pressione nominale più bassa nel suo punto di installazione. Pertanto è lecito pensare di scegliere la taratura della caldaia con pressione massima di esercizio inferiore. Rimane comunque un caso molto particolare, visto che normalmente, quando si procede a tale installazione si prevedono generatori con caratteristiche del tutto simili tra di loro.

  • Quando si parla di “interruzione dell'apporto di calore al generatore”, si intende che si interrompe l'alimentazione elettrica del bruciatore?  

L’interruzione dell’apporto di calore del generatore significa che, in caso di intervento dei dispositivi di protezione o del controllore del flusso, viene inviato un segnale di spegnimento al generatore. In questi casi infatti la caldaia deve interrompere istantaneamente la produzione di energia termica onde evitare di peggiorare la condizione di malfunzionamento.

  • Nel caso il generatore abbia potenza nominale superiore ai 580 kW e venga perciò richiesto l’utilizzo della doppia valvola di sicurezza, queste devono coprire singolarmente la potenza, o la potenza deve essere coperta dalla loro somma? 

“Per i generatori di potenza termica al focolare superiore a 580 kW, con l’eccezione degli scambiatori, la portata di scarico deve essere suddivisa tra almeno due valvole di sicurezza”. In base a questa definizione, la somma delle portate di scarico delle due valvole deve essere sufficiente a coprire la portata di scarico calcolata per il generatore in oggetto.

CAMPO DI APPLICAZIONE

Le centrali termiche con potenza al focolare superiore ai 35 kW rientrano nel campo di applicazione della Raccolta R e devono quindi rispettare le sue richieste.

  • Nel caso di scambiatore il cui circuito primario alimentato da un fluido con temperatura minore di 110 °C inserito in una rete di teleriscaldamento, bisogna predisporre la pratica INAIL?  

La Raccolta R fa esplicito riferimento nel suo campo di applicazione a “scambiatori di calore il cui primario è alimentato da fluido avente temperatura superiore a 110 °C” (punto R.1.A.3). In base a tele definizione si può escludere dall’applicazione della stessa Raccolta R quegli impianti di teleriscaldamento che abbiano fluido primario a temperature inferiori ai 110°C. Il consiglio rimane comunque quello di prevedere i dispositivi di sicurezza, protezione e controllo al fine di garantire il corretto funzionamento e la sicurezza dell’impianto e dell’utente. Per quanto tali componenti non siano obbligatori per legge, rimangono comunque consigliati.

  • Cosa si intende parlando di potenza del pannello solare? 

La definizione di potenza nominale è fornita al punto 2.6 del capitolo R.3.H: “Quantità massima di calore prodotta nell’unità di tempo nel generatore solare, espressa in kW e riferita all’irraggiamento globale del sole (G) a cui è soggetto il generatore solare in relazione al luogo di installazione ed in condizioni di massima efficienza, dichiarata dal progettista”. In una successiva circolare INAIL del 30 novembre 2011, si indica che questa potenza deve essere dichiarata dal progettista sulla base delle normative tecniche in vigore.

  • È possibile sostituire la denuncia INAIL con una certificazione PED? È applicabile la PED ad impianti con temperature inferiori a 110°C?

Al cap. R.1.A si escludono dal campo di applicazione della Raccolta R “generatori di calore facenti parte di insiemi certificati CE/PED”.
Vale la seguente definizione di “insiemi”: varie attrezzature a pressione montate da un FABBRICANTE per costituire un tutto INTEGRATO e FUNZIONALE.  Ricordiamo che per “attrezzature a pressione” si intende (art. 1, comma 2, lettera a) del D.Lgs. 25 febbraio 2000, N. 93): “I recipienti, le tubazioni, gli accessori di sicurezza e gli accessori a pressione, ivi compresi gli elementi annessi a parti pressurizzate, quali flange, raccordi, manicotti, supporti, alette mobili”. Il complesso di attrezzature che si è definito “insieme”, deve pertanto essere montato completamente da un fabbricante e deve essere commercializzato come tale. L’insieme deve recare la marcatura CE a cura del fabbricante. Ulteriore caratteristica del “insieme”, secondo la direttiva PED, è costituita dal fatto che almeno una attrezzatura delle “varie” facenti parte dell’insieme rientri nella direttiva e abbia categoria da I a IV, la categorie è individuata sulla base delle procedure di classificazione specificate all’art. 9 del D.Lgs. 93/2000. 

  • Impianti dedicati alla sola produzione di acqua calda sanitaria rientrano nel campo di applicazione della Raccolta R

Si. Il primo periodo del punto 4 cap. R.1.A recita: “L’obbligo del rispetto delle norme del decreto sussiste indipendentemente dal tipo di utilizzazione del calore generato. A titolo di esempio, sono soggetti alla denuncia gli impianti di riscaldamento di luoghi di riunione pubblica (cinema, scuole, sale di concerto, circoli, ecc.), luoghi di lavoro (capannoni industriali ecc.), serre (coltivazioni di piante), nonché gli impianti destinati alla produzione di acqua calda per applicazioni industriali (doppi fondi, vasche di deposito, apparecchi elaboratori, apparecchi di riscaldamento del gas metano in stazioni riduttrici della pressione, ecc.)”.

  • Nel caso in cui un impianto di teleriscaldamento non rientri più nella raccolta R2009 in quanto il gestore dichiara che la temperatura è inferiore a 110°C, ma sono presenti i vasi di espansione è necessario inviare una CILA per la verifica messa in funzione del vaso? 

Ai sensi del D.M. 329 è necessario effettuare la verifica dei vasi in questo tipo di installazione.

  • In un impianto in cui è installato un sistema di recupero calore da fumi di combustione (es forno) marcato CE con dichiarazione del produttore che la T lato acqua è garantita sotto i 100°C, vanno installati dispositivi di sicurezza? 

Questa è una questione procedurale riguardante direttamente INAIL, per avere una risposta certa in merito sarebbe opportuno porre il quesito direttamente a INAIL stesso.

  • Un generatore con potenza globale superiore a 35 kW inserito in un processo di lavorazione industriale va denunciato comunque? 

In base a quanto prescritto dal D.M. 1.12.75 va effettuata la denuncia in quanto rientrante nel campo di applicazione. La Raccolta R non fa distinzione su quale sia l’applicazione ma parla esclusivamente di generatori, pertanto, nel caso vengano superati i 35kW, fermo restando le esclusioni già viste, deve essere redatta la pratica ed effettuata la denuncia. 

  • Gli scambiatori del TLR anche ACS sono tutti nella raccolta R con T Primario superiore a 110°C?

Gli scambiatori di calore aventi temperatura di primario superiore ai 110°C rientrano nel campo di applicazione della Raccolta R a prescindere da quale sia l’impianto collegato a valle, per tale motivo è necessario rispettare le richieste della norma in merito a questa tipologia di sistema.

  • Nel caso di impianto con scambiatore a piastre, sul lato secondario (lato impianto) la valvola di sicurezza può non essere omologata o non essere in possesso di tagliando taratura a banco?  

La discriminante rimane la temperatura di alimentazione lato primario dello scambiatore di calore.
Nel caso la temperatura di primario ecceda i 110°C, allora è necessario prevedere dei componenti dotati di verbale di taratura a banco INAIL sul lato secondario, con la relativa denuncia sul portale telematico di INAIL. È comunque improprio parlare di valvole omologate, poiché non esiste più una “omologazione INAIL” dal momento di entrata in vigore della direttiva PED. Ogni valvola di sicurezza è dotata di certificazione secondo la direttiva PED. Lo stato Italiano richiede comunque il verbale di taratura a banco INAIL per questi dispositivi. La valvola così detta “ordinaria” (definizione per altro eliminata nella Raccolta R ed. 2009) è pertanto dotata di certificazione PED e tarata a banco senza la presenza del funzionario INAIL. 

  • Per generatori pensili a scambio diretto con potenza singola >35 kW deve essere fatta la pratica INAIL?  

Questa tipologia di generatori non rientra nel campo di applicazione della Raccolta R (si vedano le definizioni al cap. R.1.A), pertanto non deve essere redatta la pratica.

  • In un impianto con caldaia a gas > 35 kW e con scambiatore di calore l'omologazione INAIL va fatta solo per il circuito primario?  

Esattamente, a patto che la temperatura di distribuzione del circuito primario sia inferiore ai 110°C. Il circuito primario è considerato quello a rischio, mentre il secondario dipende dal funzionamento del primario, pertanto è bene prevedere anche qui dei dispositivi, ma non occorre una pratica INAIL per il secondario.

  • Nella risposta di INAIL all’interrogazione di AIEL sul collegamento legna-solare-gas c’è una palese imprecisione.  

In merito a questo punto ampiamente discusso in varie sedi, è stata fatta una nuova interrogazione da parte del CTI. Il circuito solare composto da pannello, linea di distribuzione, gruppo di circolazione e scambiatore di calore è considerato a tutti gli effetti come generatore, poiché il primario dello scambiatore di calore è in grado di superare i 110°C. A seguito di tale premessa, risulta evidente che il campo di pannelli solari concorra alla somma di potenze nel caso insista su un impianto dove non siano presenti barriere idrauliche per gli altri generatori, come ad esempio lo schema qui riportato (immagine ufficiali INAIL). In tale condizione è necessario prevedere i dispositivi di sicurezza, protezione e controllo come indicato in Raccolta R per i vari generatori, laddove siano necessari.

VARIE

Quesiti disparati sui componenti di centrale termica, dal fail-safe ai patentini Ex ISPESL

  • Come si capisce se è intervenuto il sistema fail-safe della valvola di sicurezza e occorre dunque sostituire la valvola? 

Il sistema fail-safe della valvola di sicurezza prevede lo scarico del fluido vettore dalle aperture praticate nella parte superiore del corpo valvola anziché dalla normale via di scarico. Nel caso di intervento di tale sistema, saranno evidenti i segni di acqua sull’intero corpo della valvola. Oltre a questo, essendosi danneggiata la membrana interna della valvola sarà comunque visibile la fuoriuscita di fluido dalle aperture sul corpo anche nel caso in cui si provi il funzionamento manualmente.

I disaeratori non rientrano tra i dispositivi di sicurezza, protezione e controllo, pertanto non vengono presi in considerazione dalla Raccolta R. Questi dispositivi sono legati al trattamento acqua e quindi occorre fare riferimento alla Norma UNI 8065 (leggi qui tutti gli approfondimenti Caleffi sulla UNI 8065). In ogni caso è bene prevedere l’inserimento dei disaeratori nel tratto dell’impianto dove si ha la massima temperatura e la minima pressione (negli impianti di riscaldamento, la tubazione di mandata), sempre rispettando la precedenza che hanno i dispositivi INAIL nel collocamento.

  • Cosa si intende parlando di "soluzioni adottate per la protezione da gelo”?  

In merito al tema del congelamento la Raccolta R risulta poco specifica, infatti dice solamente “vasi di espansione, le tubazioni di espansione, i tubi di sfiato e di scarico devono essere protetti dal gelo ove tale fenomeno possa verificarsi. La soluzione adottata a tal fine deve essere descritta nel progetto.” In base a tale definizione, lascia libertà al progettista di decidere quale sia la soluzione idonea per la protezione dal congelamento del fluido vettore, a patto che venga indicato nella pratica. Nella nostra esperienza abbiamo incontrato diverse soluzioni, come l’utilizzo di cavi scaldanti nelle parti più esposte, adeguato isolamento termico, utilizzo di additivi idonei, per tale motivo non c’è una definizione univoca in risposta a tale domanda. La protezione dal gelo deve essere valutata in base all’installazione. Si tenga presente che la soluzione del cavo scaldante non è sempre ben vista, poiché in caso di interruzione dell’energia elettrica, essi non sono in grado di svolgere il loro compito. Un altro aspetto chiave è il fatto che la Raccolta R è applicata ad impianti utilizzanti acqua pura, quindi non additivata.

  • Ho eseguito nel 1986 un corso come conduttore di impianti patentino di secondo grado ex ISPESL questo con la nuova norma è ancora valida perché quando ho fatto l'esame l'ingegnere ISPESL mi aveva detto che questo patentino non scade e vero? 

Trattandosi di una questione prettamente burocratica per la quale vi può essere difformità di parere anche fra i funzionari INAIL, si ritiene opportuno rimandare la questione alla sede periferica di INAIL

  • C'è una precisazione in merito alla temperatura del primario: minore o uguale alla temperatura di ebollizione del secondario a pressione di 0.5 bar. Si hanno casi in cui anche con primario a T inferiore a 110°C si ricade nel caso appena detto. Devo prevedere i dispositivi di protezione, giusto?

Quanto suggerito nella domanda, non è corretto. Al punto 3 del cap. R.1.A si dispone infatti l’esatto contrario: “nel circuito secondario possono essere omessi i dispositivi di protezione […]”.

  • Per i prodotti Caleffi, per una caldaia con Tmax = 105°C è corretto scegliere una valvola di intercettazione del combustibile da 98°C ma come scelgo il termostato di sicurezza se l'intervento è a 100°C? La Raccolta R non chiede che intervengano prima le sicurezze e solo dopo le protezioni?

La situazione citata è un caso molto particolare, per tale motivo il consiglio è quello di contattarci direttamente per trovare insieme la soluzione idonea al singolo caso.

 

 

Ultima modifica: 
30 Giugno 2020
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