19 Ottobre 2020

Le risposte al webinar "Lavaggio e risanamento: cos'è obbligatorio?"

Abbiamo raccolto in unico post le domande che ci avete posto durante il webinar "Lavaggio e risanamento: cos'è obbligatorio?". Qui sotto il video registrato.

 

 

  • Occorre prevedere un attacco specifico nel punto di caricamento dell'acqua per l'inserimento di condizionanti chimici?

L’inserimento dei condizionanti chimici può avvenire attraverso punto di caricamento dell'acqua oppure un defangatore o un separatore idraulico.

  • Il disaeratore è indispensabile anche nei circuiti geotermici?

Certo, il circuito geotermico “chiuso” (sonde orizzontali o verticali) è a tutti gli effetti un impianto termico. Valgono le stesse regole citate nel webinar: disaeratore obbligatorio incluso.

 

  • 120 mg/l di CaCO3 è una quantità troppo elevata per un circuito di riscaldamento/raffrescamento?

10mg/l CaCO3 equivalgono circa ad 1°f, quindi 120 mg/l CaCO3 sono circa 12°f, valore accettato dalla Norma UNI 8065 e dal decreto requisiti minimi per gli impianti con potenza superiore ai 100kW.

  • Quali sono le migliori soluzioni per risolvere la forte presenza di calcare nell'impianto ACS?

La norma tecnica UNI 8065 prescrive l’utilizzo di un condizionante chimico protettivo per ACS. Il sistema più diffuso è il dosatore di polifosfati. I polifosfati di sodio e di potassio (polifosfati alimentari) si uniscono agli ioni di calcio e magnesio formando un composto chimico simile al calcare ma che non riesce ad aderire alle superfici delle tubazioni.
Si forma quindi una schermatura (azione “chelante”) che impedisce la precipitazione di calcio e magnesio e la conseguente formazione di depositi di calcare. 
I polifosfati, inoltre, si depositano sulla superficie delle tubazioni formando un film protettivo per proteggerle dalle incrostazioni ed eliminare il calcare già depositato. 

 

  • Dove è corretto posizionare il defangatore nel caso di presenza di scambiatore di calore per separazione fluidi (circuito primario e secondario)?

Entrambi i circuiti, primario e secondario, sono circuiti termici. La UNI 8065 prevede l’installazione di un filtro defangatore su ciascun circuito termico. Di conseguenze devono essere installati due dispositivi per filtraggio e defangazione.
Considerando il circuito primario un circuito “nuovo” (di solito viene creato in concomitanza con la sostituzione del generatore) può essere sufficiente un filtro a protezione del generatore.
Sul circuito secondario (circuito esistente) verrà installato invece un defangatore per la rimozione delle impurità senza il problema di eventuali blocchi della circolazione per filtro intasato.
Occorre valutare caso per caso in modo da scegliere i dispositivi di protezione più appropriati.
Ovviamente è importante prendere sempre in considerazione le prescrizioni del produttore del generatore.

  • È vietato il lavaggio in un impianto esistente perché potrebbe essere dannoso?

Non è vietato, ma occorre un’attenta analisi per capire quale sia la situazione di degrado e il conseguente trattamento di pulizia più idoneo: con additivo o con semplice filtro a masse.

  • Con quali metodi è possibile verificare la presenza di perdite idrauliche?

La prima verifica sulle perdite viene fatta attraverso la lettura del contatore volumetrico installato a monte del gruppo di riempimento. È il primo controllo da fare per verificare anche tratti di tubazione interrati e difficilmente ispezionabili.
È possibile utilizzare anche una termocamera per rilevare microfessurazioni (considerate tali quando la perdita è minima e spesso non riconoscibile attraverso il contatore volumetrico). Spesso tali fessurazioni si manifestano con un calo della pressione dell’impianto più che con macchie di umido o perdite visibili.

  • Il separatore idraulico può essere considerato anche un dispositivo per la filtrazione del circuito?

In linea teorica NO poiché i dispositivi per la filtrazione e la defangazione del circuito sono studiati e realizzati per agevolare la precipitazione delle particelle di impurità grazie alla presenza di reti e maglie posizionate all’interno.
Tuttavia il separatore idraulico, presentando un allargamento di sezione, contribuisce alla precipitazione delle particelle nella parte.

  • Qual è l’ordine di grandezza per le diverse tipologie di filtrazione?

Rimandiamo alla lettura della rivista Idraulica 54, in particolare l'articolo "Dispositivi per l'eliminazione delle impurità".

  • Come si fa a conoscere la durezza dell'acqua fornita da gestore pubblico? Per le acque da pozzo esistono dei test a costi accessibili anche dal privato?

Sul sito dell'acquedotto gestore della rete è sempre pubblicata una tabella con le caratteristiche dell'acqua erogata. Esistono inoltre in commercio degli strumenti accessibili a tutti per misurare conducibilità e durezza in campo.

Ultima modifica: 
19 Novembre 2020
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