15 Novembre 2018

Legionella: contaminazione dell’acqua, rischio davvero per il mio impianto di casa?

Di recente, tutte le testate giornalistiche si sono occupate di nuovi casi di contagio da Legionella, prospettando varie fonti di possibile contaminazione. Tutto questo gran parlare ha generato situazioni di confusione ed erronee convinzioni in merito alle quali ci piacerebbe fare maggiore chiarezza. Primo di numerosi articoli dedicati alla Legionella, questo primo post ha l'intento di semplificare e sfatare alcuni luoghi comuni su questo tema. Abbiamo trattato in maniera approfondita l’argomento nella Rivista Idraulica numero 52 ed altri numeri precedenti, ma qui vogliamo fare un riassunto semplice ed esplicativo.
I prossimi articoli:


Legionella in casa: la situazione reale

Innanzitutto sì, il batterio della Legionella è presente nell’acqua, in quella che troviamo negli impianti domestici, come in quella che normalmente ci circonda ed a cui non pensiamo neppure lontanamente, come laghi, fontane, etc. Praticamente siamo tutti in possibile contatto con questo batterio in ogni momento della giornata.
Niente paura! Dice il saggio: “Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura”.
Conosciamo dunque questo famigerato batterio.

Come si contrae l'infezione da Legionella?

Il contagio da Legionella avviene per inalazione, ovvero si dovrebbe respirare acqua nebulizzata in cui sia contenuta la Legionella, questo significa che il rischio di contrarre questa malattia passeggiando in riva al lago è veramente minimo, se non addirittura inesistente.

Un’altra importante cosa da sapere è che questo batterio riesce a sopravvivere, ma è inerme, in acqua al di sotto dei 25°C di temperatura, prolifera e diventa pericoloso con valori compresi tra i 25°C ed i 45°C, mentre muore con temperature superiori ai 50°C. Tra i fattori chiave per la proliferazione della Legionella, troviamo anche la stagnazione dell’acqua e la formazione di microfilm all’interno delle tubazioni, che costituiscono un ambiente favorevole allo sviluppo del batterio, garantendo le sue condizioni di vita ideali. In pratica la nostra attenzione si deve concentrare su tutti quei dispositivi in grado di mantenere l’acqua ad una temperatura tra i 25°C ed i 45°C e che riescano poi in qualche modo nebulizzarla.

Le Linee Guida del 07/05/2015 forniscono precise indicazioni su come prevenire la proliferazione e quindi minimizzare la pericolosità della Legionella, specificando chiaramente che “la prevenzione delle infezioni della Legionella si basa essenzialmente sulla corretta progettazione e realizzazione degli impianti tecnologici che comportano un riscaldamento dell’acqua”.
Parafrasando questa citazione, fino a che l’acqua è in condizioni naturali, non corriamo nessun rischio, poiché è normalmente al di sotto dei 25°C, non è nebulizzata, quindi non la respiriamo, ed è in movimento continuo, perciò in una situazione in cui il batterio non riesce a proliferare.
I problemi iniziano a sorgere quando la riscaldiamo, per esempio negli impianti di produzione di acqua calda sanitaria, nelle torri evaporative, o nelle fontane (piccole quantità d’acqua riscaldate dal sole). Abbiamo dunque capito che la Legionella non rappresenta sempre un pericolo, ma lo diventa solamente in determinate situazioni che si possono prevenire adottando semplici accorgimenti nella realizzazione degli impianti. Prendiamo dunque in considerazione ciò che ci è vicino ogni giorno e possibile fonte di contagio: l’impianto di distribuzione sanitaria.

6 elementi chiave per prevenire la legionella negli impianti domestici.

La corretta realizzazione di questi sistemi passa da alcuni fattori chiave, in particolare:

  1. Il corretto isolamento e posizionamento delle tubazioni, in modo che non si influenzino termicamente tra loro
  2. La scelta di temperature adeguate per evitare la proliferazione del batterio
  3. La scelta di materiali idonei per la rete di distribuzione
  4. La realizzazione di reti lineari, senza tratti morti dove potrebbe esserci stagnazione
  5. L’adozione di adeguati sistemi di disinfezione
  6. Il corretto bilanciamento della rete sanitaria, in modo da garantire la disinfezione in ogni punto dell’impianto.

Acqua sanitaria dove possono essere i problemi di legionella e come risolverli.

Gli impianti con produzione istantanea di ACS, quelli con la classica caldaietta murale per intenderci, sono meno soggetti alla presenza di Legionella perché l’acqua calda viene prodotta solo alla necessità, senza dare la possibilità al batterio di proliferare, a patto che le tubazioni siano correttamente isolate e non subiscano influenze termiche da altre fonti. Diversa è la situazione degli impianti con produzione ad accumulo. In questo caso infatti, l’acqua viene preparata alla temperatura di utilizzo all’interno di un accumulo centrale, creando così l’ambiente idoneo alla proliferazione.

Come risolvere questo problema?

Le Linee guida e le norme UNI 9182 e UNI EN 806 ci offrono tutti gli strumenti necessari alla corretta realizzazione di questi impianti.

Schema di progettazione di impianti idrosanitari secondo le disposizioni delle Linee guida per la prevenzione ed il controllo della Legionellosi 2015

La base da cui partire è sicuramente la temperatura di stoccaggio che dovrà essere superiore ai 60°C, in modo da eliminare il batterio già dall’origine, prevedendo una valvola miscelatrice che prevenga possibili scottature agli utenti, abbassando la temperatura di distribuzione (l’acqua che esce dal rubinetto, insomma).

Il secondo punto fondamentale è l’adozione di un sistema di disinfezione della rete di distribuzione, scegliendo tra:

  1. Trattamento chimico periodico dell’acqua
  2. Shock termico
  3. Disinfezione termica

I sistemi di trattamento più diffusi sono i trattamenti termici, perché più semplici da adottare e meno invasivi all’interno degli impianti per acqua destinata al consumo umano.

Soluzioni di disinfezione da legionella con miscelatori elettronici

I miscelatori elettronici, tipo LEGIOMIX®, o gli elettronici ibridi come LEGIOMIX® 2.0, sono dispositivi in grado di gestire sia la fase di normale funzionamento sia la fase di disinfezione programmata, cambiando il set point di lavoro e attivando la pompa di ricircolo per portare acqua a temperatura di disinfezione in tutta la rete. Come anticipato al punto precedente, diventa fondamentale la realizzazione di una rete di ricircolo che consenta all’acqua di rimanere in movimento e raggiungere tutte le parti dell’impianto durante la fase di disinfezione.

Soluzioni di disinfezione per reti idriche estese

Nelle reti estese, è importante accertare il corretto bilanciamento del ricircolo, in modo tale da garantire la corretta circolazione ovunque, evitando di creare le condizione di proliferazione della Legionella. Perché questo avvenga, sono stati realizzati i regolatori termostatici multifunzione serie 116, in grado di gestire la portata che li attraversa grazie ad un sensore termostatico che va a ridurre il passaggio man mano che ci si avvicina alla temperatura di set.

 

Miscelatore ibrido elettronico anti legionella

SCARICA IDRAULICA N. 52 DEDICATA ALLA DISINFEZIONE TERMICA

Trattamento acqua
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