Quando si parla di impianti di climatizzazione e idrosanitari, la messa in funzione viene spesso vista come un semplice gesto formale: si accende un interruttore, si controlla che l'acqua arrivi a temperatura e si consegnano le chiavi al cliente.
Oggi, però, la sola accensione dell’impianto non è sufficiente a garantire nel tempo efficienza energetica, comfort e affidabilità. È proprio da questa esigenza che nasce il concetto di commissioning, una procedura ormai consolidata nei grandi progetti e spesso indispensabile anche per il conseguimento di certificazioni come LEED e BREEAM.
La domanda sorge quindi spontanea: è possibile applicare i concetti chiave del commissioning anche agli impianti residenziali e medio-piccoli?
Anche in questa tipologia di impianti è fondamentale seguire con attenzione le diverse fasi di gestione del progetto. Oltre alla progettazione, durante la quale vengono definiti obiettivi e parametri di funzionamento, e alla fase di installazione, è importante dedicare il giusto spazio anche alla messa in funzione e al collaudo, che comprendono attività di verifica, test e bilanciamento. Altrettanto importante è la fase di consegna, necessaria per garantire continuità prestazionale nel tempo, così come la revisione stagionale successiva alla prima accensione. In questa fase vengono analizzati aspetti quali curva climatica, consumi energetici, tempi di risposta dell’impianto e comfort ambientale.
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Domande frequenti
Nel settore è piuttosto diffuso il ricorso a schemi standard e a soluzioni predefinite proposte dai produttori. In questo contesto, quale ruolo mantiene il progettista? Come si trova il giusto equilibrio tra le indicazioni del produttore e una progettazione realmente calibrata sulle esigenze specifiche dell’impianto?
In un lavoro ben fatto non c'è una contrapposizione tra produttori e progettisti. Le schede tecniche e gli schemi dei produttori sono supporti alle decisioni, ma è la visione d'insieme del progettista che garantisce il corretto dimensionamento, le tarature specifiche per le reali condizioni d'uso e l'integrazione tra le parti dell'impianto in funzione delle specifiche necessità del committente.
Quali verifiche e tarature sono fondamentali prima della consegna di un impianto?
Una corretta messa in funzione richiede coordinamento tra progettista, installatore ed eventualmente CAT. Il progettista deve indicare chiaramente in tavola o in relazione i parametri di taratura; l'installatore che avvia l'impianto deve applicarli ed eventualmente annotare le variazioni per consegnare all'utente finale l’impianto nelle condizioni di progetto.
Quando è previsto il commissioning di un impianto e in quali casi è richiesta la certificazione da parte di un ente terzo?
Il commissioning non è obbligatorio per legge, ma diventa un requisito indispensabile quando richiesto dal committente o quando si punta a certificazioni di sostenibilità dell'edificio come LEED o BREEAM, dove costituisce spesso un prerequisito di accesso fondamentale e non un semplice punteggio aggiuntivo.
Come deve essere gestito il passaggio di consegne e la spiegazione delle regolazioni dell’impianto all’utente finale o al manutentore?
Un buon passaggio di consegne aiuta anche nelle fasi di vita future e prevede la consegna di alcuni documenti ufficiali e di alcuni documenti di supporto alla vita dell’impianto. In particolare, ad esempio: il progetto aggiornato con le varianti di cantiere e i manuali dell'impianto; il report con le tarature e i parametri impostati (curve circolatori, valvole, miscelatori).
L’applicazione dei principi del Commissioning diventerà uno standard diffuso anche per gli impianti residenziali medio-piccoli?
Ormai nei grandi impianti il commissioning è un processo formale affermato con figure dedicate. Applicarne la logica di qualità (controlli preliminari, taratura, documentazione e formazione all'utente) anche nel residenziale medio-piccolo riduce le chiamate in assistenza e aumenta i rendimenti dell'impianto. I benefici non sono immediati e spesso possono essere visti solo come un costo e questo potrebbe frenare la diffusione di questa buona pratica.
Come gestire il passaggio di informazioni all’utente finale per garantire un corretto utilizzo dell’impianto ed evitare problemi dovuti a impostazioni errate?
Una delle cause principali di insoddisfazione e consumi elevati è la mancanza di formazione dell'utente o il ripristino di impostazioni "di fabbrica" per brevità. La consegna delle schede di avviamento o un breve promemoria sulle regolazioni di base, alcune impostazioni (come il passaggio da funzionamento estivo a invernale e viceversa), evita uscite di assistenza inutili e tutela sia chi ha progettato sia chi ha installato.