07 Febbraio 2018

DISCALSLIM® - Soluzione compatta per la disaerazione

Come si può immaginare, i disaeratori tradizionali hanno dimensioni importanti e non è sempre facile trovare lo spazio per la loro collocazione, specialmente quando si interviene su caldaie murali. Per fare fronte a questa esigenza nasce DISCALSLIM®, il nuovo disareatore compatto e orientabile di Caleffi.

Compattezza e orientabilità fanno sì che questo nuovo componente possa essere installato in spazi ridotti, sia su tubazioni verticali sia orizzontali, con l’unica accortezza di mantenere in posizione verticale la camera di disaerazione.

DISCALSLIM® è stato realizzato con una apposita sagoma interna capace di deviare una parte di flusso nella camera di disaerazione. Qui il fluido rallenta e viene frazionato da alette presenti in camere secondarie che provocano opportune turbolenze. Grazie a questi mini-vortici, le micro-bolle di aria presenti nel flusso si separano, si raccolgono nella parte inferiore della camera, e dopo essersi aggregate in bolle più grandi risalgono verso l’alto attraverso dei condotti di scarico posti a lato del galleggiante. L’aria raccolta all’interno della camera consente l’abbassamento del galleggiante interno a cui è collegato il bilanciere. Questo movimento provoca l’apertura della valvola automatica di sfiato e lo scarico del gas accumulato. DISCALSLIM® è dotato anche di un tappo igroscopico di sicurezza che blocca indesiderate fuoriuscite di fluido.
 

CONSIGLI PER L’INSTALLATORE
Per proteggere l’impianto deve essere installato sulla tubazione di mandata, in modo che possa bloccare le microbolle prima che possano danneggiare il sistema.


PARTICOLARITÀ COSTRUTTIVE
DISCALSLIM® è dotato di tappo igroscopico di sicurezza, ovvero di un dispositivo contenente degli speciali dischi di fibra di cellulosa in grado di espandersi qualora vengano in contatto con l’acqua.
Questo sistema consente di evitare fuoriuscite di fluido ed evitando possibili danni in caso di perdita.
È possibile inoltre accedere alla camera di disaerazione per la manutenzione e la pulizia del dispositivo.
Rimuovendo il coperchio, si potrà estrarre in maniera solidale anche il meccanismo di apertura della via di scarico dell’aria.


LA TEORIA: IL TRATTAMENTO DELL’ACQUA
Il trattamento dell’acqua ha un ruolo fondamentale per l’efficientamento e il mantenimento degli impianti di climatizzazione estiva e invernale. Tuttavia, non si deve pensare solamente a un condizionamento chimico-fisico, ma anche meccanico che si traduce in funzioni quali la defangazione e la disaerazione del fluido che circola all’interno del sistema.
La disaerazione è essenziale per prevenire rumorosità o scompensi termici nei terminali e, soprattutto, per evitare il manifestarsi di fenomeni quali corrosione e cavitazione, che ridurrebbero di molto la vita dei singoli componenti oltre che dell’impianto stesso. 

La corrosione per ossidazione è una reazione chimica che avviene in presenza di ossigeno che comporta lo scambio di ioni di ferro tra il fluido vettore ed i componenti metallici con cui è in contatto. Tale reazione causa perforazioni nelle tubazioni e nei componenti, oltre che formazione di magnetite ed impurità che possono andare ad intasare gli scambiatori, bloccare il rotore magnetico delle nuove pompe, oppure ostruire i passaggi più piccoli delle valvole, compromettendone il funzionamento.
La cavitazione, al contrario, è un fenomeno puramente meccanico che dipende dai continui passaggi di stato che avvengono all’interno del circuito chiuso. Il riscaldamento che il fluido subisce negli scambiatori di calore fa sì che l’aria disciolta si separi dall’acqua, trasformandosi in microbolle di vapore. In prossimità delle giranti delle pompe, o negli attraversamenti degli organi di regolazione, queste microbolle subiscono un nuovo cambiamento di stato, dato dal rallentamento e dalla modifica della pressione, che le porta ad implodere, danneggiando i componenti stessi.
Sovente si pensa che sia sufficiente prestare attenzione durante il caricamento del circuito, in realtà, per quanto questo sia un ottimo punto di partenza, non è sufficiente a evitare che si creino delle sacche di gas. L’aria infatti entra all’interno del sistema con l’’acqua di caricamento, disciolta al suo interno.
L’installazione di valvole automatiche di sfogo aria permette sicuramente di eliminare le sacche che si sono formate dall’unione delle microbolle. Questi componenti, purtroppo, lavorano correttamente solamente nelle “zone di calma”, come i tratti in cui il fluido ha una velocità ridotta se non nulla, o sulle sommità delle colonne, quindi dove l’aria presente ha già attraversato una parte di sistema e dei suoi componenti.

Per rimuovere l’aria in modo ottimale dall’impianto è necessario utilizzare dei dispositivi specifici: i disaeratori, ovvero elementi in grado di separare i gas dal fluido vettore ed espellerli dal circuito. Sono studiati con uno specifico allargamento della sezione di passaggio che permette il rallentamento del flusso, in modo tale che le microbolle possano fondersi tra loro, aumentando il loro volume fino a quando la spinta idrostatica è tale da separarle dall’acqua. Per aumentare tale effetto, all’interno del disaeratore, trova spazio una rete metallica a raggiera capace di creare moti vorticosi che favoriscano la liberazione delle microbolle. Una volta separati dal fluido, i gas salgono nella parte alta del componente, dove vengono espulsi dal sistema grazie a una valvola automatica di sfogo aria.
 

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